Anno 2016

A Natale aiutaci ad aiutare le famiglie fragili in oncologia con il progetto Protezione Famiglia: aderisci alla campagna "Un alimento Buono per una Buona causa".

A fronte di una donazione di 15,00 € è possibile acquistare un “Pacco dono solidale”.

Il pacco contiene:

  • 400 gr di ceci bianchi250 gr di semi di sesamo
  • 500 gr di orzo decorticato
  • 30 gr di curcuma in polvere
  • 90 gr di cioccolato fondente con zenzero candito

Per sostenere il Progetto Protezione Famiglia della SC. Oncologia dell'Ospedale San Giovanni Bosco e Maria Vittoria acquistando i nostri pacchi dono scrivete a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
Per sostenere il Progetto Protezione Famiglia della FARO Valli di Lanzo acquistando i nostri pacchi dono scrivete a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Locandina (pdf - 568 KB)

Progetto protezione famigliaQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Modalità di adesione al progetto

Il progetto "Protezione Famiglia rete di supporto psicologico e sociale per le famiglie fragili; quando nella famiglia del malato oncologico grave ci sono bambini o altri soggetti fragili"è iniziato nel 2002 per un contributo della Compagnia San Paolo che ha consentito di finanziarne la nascita e svilupparlo per i primi quattro anni. È poi proseguito grazie all'impegno organizzativo della Fondazione FARO onlus con un significativo finanziamento della Rete Oncologica, raggiungendo i previsti obiettivi con risultati fortemente apprezzati dai fruitori.

Nell'ultimo anno si è assunto, in modo sperimentale, l'attuazione del progetto direttamente da parte del Dipartimento funzionale interaziendale interregionale Rete Oncologica Piemonte Valle d'Aosta. Si erano posti infatti i seguenti problemi:

  • come diffondere il progetto ad altre realtà della rete mantenendone la qualità e l'originalità;
  • come integrarlo nella organizzazione dei servizi e dei percorsi previsti dalla rete;
  • come coinvolgere tutti gli operatori che possono contribuire al miglioramento delle prestazioni;
  • come stimolare la collaborazione dell'associazionismo e del volontariato e rendere sostenibile la prosecuzione delle attività anche dal punto di vista finanziario.

Due altre importanti carenze mostrate dal progetto sono l'insufficiente conoscenza e accettazione dello stesso da parte delle Direzioni Aziendali e la mancata scelta, quali interlocutori per il suo sviluppo a livello dei servizi territoriali, dei direttori di distretto.

Il progetto si propone di attivare servizi di accoglienza specializzata per famiglie di malati oncologici con presenze di altre fragilità a rischio di destabilizzazione nel corso della malattia oncologica o alla morte del malato. La vulnerabilità familiare è determinata dalla presenza di bambini o adolescenti o di altri familiari affetti da patologie psichiatriche, organiche gravi, da disabilità, da dipendenze alcoliche o da droghe, da nuclei ristretti e isolati, da recenti situazioni traumatiche.
In tali situazioni senza un aiuto strutturale può essere impossibile per il malato seguire correttamente il percorso diagnostico e terapeutico previsto per la sua patologia e si rischiano ripercussioni anche gravi sulla salute psichica e talvolta fisica sia del familiare fragile sia del resto della famiglia, in particolare del care giver su cui gravano compiti assistenziali aumentati spesso in modo esponenziale. L'intervento è tanto più utile quanto più precocemente vengono identificate tali situazioni , per cui è a livello del Centro Accoglienza e Servizi al momento della presa in carico infermieristica che deve avvenire la prima valutazione e segnalazione agli operatori locali del progetto. Naturalmente anche nel corso della malattia possono presentarsi situazioni che mutano la stabilità del nucleo familiare per cui è necessario che medici e infermieri dei gruppi interdisciplinari cure conoscano il progetto e siano sensibilizzati ad un approccio culturale diverso nei confronti dei pazienti e dei loro problemi psicologici, sociali e familiari.

L'esperienza tratta dallo sviluppo del progetto ha individuato gli operatori che devono costituire il gruppo di intervento per rispondere a tutte le esigenze che si possono presentare in questi casi: psicologi, infermieri, educatori, medici di famiglia, assistenti domiciliari e assistenti tutelari materne, assistenti sociali, neuropsichiatri infantili, volontari, consulenti legali.

Sono state anche definite raccomandazioni, procedure, indicazioni, riferimenti teorici per costruire una nuova cultura orientata a proteggere le famiglie fragili e in particolare i bambini che devono affrontare la malattia grave e talvolta la perdita di un genitore.

Il progetto è attualmente rivolto a pazienti oncologici in cura presso l'A.O.U. Città della Salute e Scienza di Torino, IRCCS di Candiolo, A.S.L. TO 2, A.S.L. TO 4, Presidi Sanitari Gradenigo e Cottolengo, Fondazione FARO, Associazione SAMCO.

Per il 2016 sia tali Aziende sia le nuove che intendano aderire al progetto, dovranno garantire i seguenti adempimenti:

  • richiesta scritta da parte della Direzione Aziendale alla Direzione del Dipartimento di adesione al progetto;
  • individuazione di un gruppo costituito da un massimo di 7 operatori aziendali che avrà il compito di collaborare con il Dipartimento per la programmazione, l'attuazione e il monitoraggio del progetto;
  • partecipazione da parte degli operatori di tutte le strutture aziendali coinvolte nel percorso dei pazienti oncologici e in particolare degli operatori del CAS e dei GIC, dopo la necessaria formazione;
  • convenzione con una associazione o fondazione no profit che accetti di riservare un capitolo del proprio bilancio ad una specifica voce dedicata al progetto e sia in grado di conferire eventuali borse di studio o contratti ad operatori che si rendano necessari per affrontare le situazioni che si presentano nel corso dello sviluppo del progetto e non disponibili nelle aziende;
  • organizzazione di una riunione iniziale, in collaborazione con il Dipartimento Rete Oncologica Piemonte Valle d'Aosta, tra tutti i soggetti che possono localmente concorrere al successo del progetto: responsabili dei servizi territoriali e ospedalieri coinvolti , responsabili dei servizi socio assistenziali, associazione locali di volontariato, amministratori rappresentanti le comunità locali, possibili enti o soggetti finanziatori.

Presso il Dipartimento è previsto, in staff alla direzione un Gruppo di programmazione, valutazione e aggiornamento del progetto costituito da un referente per ciascuna Azienda individuato dalla rispettiva Direzione. Le Aziende per le quali la complessità di articolazione del progetto lo richieda, possono indicare altri due rappresentanti su richiesta della Direzione del Dipartimento.
I compiti del Gruppo sono:

  • approfondire le tematiche scientifiche culturali inerenti il progetto nei suoi diversi aspetti e possibili sviluppi
  • proporre le modifiche ritenute migliorative
  • approvare il programma formativo obbligatorio per gli operatori coinvolti
  • definire gli indicatori
  • valutare i dati raccolti dal loro monitoraggio e discutere criticamente le situazioni in cui si discostano dai valori attesi suggerendo i provvedimenti correttivi
  • partecipare localmente con un proprio rappresentante alle riunioni preparatorie per l'avvio delprogetto
  • approvare le iniziative per il reperimento delle risorse e dare indicazioni sul corretto utilizzo delle stesse
  • discutere e approvare la relazione annuale.

E' inoltre previsto, per dare operatività al progetto, un gruppo di coordinamento individuato dalla direzione del dipartimento costituito da:

  • un responsabile scientifico del progetto
  • un responsabile amministrativo
  • un coordinatore medico
  • un coordinatore infermieristico
  • un coordinatore psicologo

con i seguenti compiti:

  • collaborare con i referenti aziendali per il funzionamento e lo sviluppo locale del progetto
  • raccogliere gli indicatori previsti per valutare l'efficacia degli interventi
  • raccogliere i dati individuati come debito informativo minimo relativi a tutti i pazienti e le famiglie seguite
  • organizzare i programmi formativi
  • valutare la presenza delle condizioni per l'estensione del progetto a nuove aziende
  • attuare i provvedimenti correttivi del progetto e valutarne l'efficacia
  • redigere la relazione annuale

L'estensione del progetto a servizi di cure palliative domiciliari o in hospice gestiti da associazioni o fondazioni non profit risponde agli stessi presupposti previsti per le Aziende Sanitarie.

Delibera di finanziamento del progetto (pdf - 224 KB)

Primo evento solidale nel Parco LA MANDRIA (Ingresso Robassomero) a sostegno del Progetto Protezione Famiglia

Domenica 12 Giugno 2016 dalle 9.00

L’iniziativa offrirà a tutti i partecipanti l’opportunità di trascorrere una giornata nel parco e anche di partecipare agli eventi speciali organizzati per questa occasione.
Dalle ore 12 verrà distribuito, per gli iscritti un pranzo pic-nic compreso nella quota.
Chiuderà la giornata un’estrazione fra i biglietti di tutti gli iscritti per assegnare ai vincitori i premi in palio.

Per informazioni e prenotazioni chiamare il 335.37.35.80 entro e non oltre l’8 Giugno.
In caso di maltempo l’evento verrà spostato a Domenica 26 Giugno.

Quote d'Iscrizione:
Biglietto adulti : 15 euro
Biglietto bambini (3 a 14 anni): 10 euro

Tutto il ricavato verrà devoluto al Progetto Protezione Famiglia della Fondazione FARO Onlus Sezione Valli di Lanzo.

 

Locandina (pdf - 2 MB)

Programma (pdf - 2 MB)