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    DELL’INFORMAZIONE E DELLA COMUNICAZIONE IN SANITA’
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Punto per punto la Carta di Torino 2019

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CARTA DEI VALORI DELL’INFORMAZIONE E DELLA COMUNICAZIONE IN SANITA’
(Carta di Torino 2019)

Il testo è stato elaborato dal Comitato della Bussola dei Valori e dai Referenti della Comunicazione della Rete Oncologica in collaborazione con gli Ordini professionali degli Assistenti Sociali, Farmacisti, Infermieri, Giornalisti, Medici e Odontoiatri e Psicologi e il contributo degli Uffici Stampa degli Assessorati alla sanità (d’ora in avanti “I professionisti della salute”).

Articolo 1

I professionisti della salute si impegnano a rispettare questa Carta con un patto di mutua lealtà e collaborazione affinché l'informazione in materia sanitaria risponda sempre e comunque ai principi della deontologia, della correttezza, dell'obiettività, della responsabilità e del rispetto della privacy.

I professionisti della salute si impegnano, inoltre, a garantire che l’informazione e la comunicazione rispettino i diritti inviolabili della persona come la tutela della salute, della cura, della dignità e dell’autodeterminazione nella sua interezza fisica, psichica, spirituale, sociale, culturale e di genere.

Commento

L’art.1 della Carta Torino 2019 fa riferimento a princìpi espressi in modo chiaro nella nostra Costituzione Italiana:

art. 2, “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”,

art. 32 “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

Vi è poi il Riferimento alla Costituzione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che definisce la Salute come “uno stato di totale benessere fisico, mentale e sociale” e non semplicemente “assenza di malattie o infermità”.

Articolo 2

L'informazione sanitaria deve essere utile, completa, veritiera e trasparente, confermata con dati oggettivi preventivamente controllati attraverso autorevoli fonti scientifiche e mai arbitraria, discrezionale e sensazionalistica. La corretta informazione sanitaria comprende la promozione e l’educazione alla salute.

Commento

E’ importante sottolineare che la corretta informazione in un momento in cui le piattaforme e gli strumenti on line permettono a tutti i professionisti della sanità, senza alcun filtro, di pubblicare notizie, opinioni e fatti non verificati. Le fonti deontologiche dei giornalisti da sempre fanno riferimento all’attenzione da porre nel trattamento delle informazioni scientifiche in quanto, notizie sensazionalistiche, arbitrarie e discrezionali potrebbero far sorgere timori o speranze infondate.

E’ invece incoraggiata l’informazione sanitaria che comprenda la promozione e l’educazione alla salute.

Articolo 3

In ogni notizia sono pregiudiziali la valutazione dell'interesse generale, il rispetto del diritto della persona alla tutela della propria dignità personale e ad un'informazione chiara, corretta e completa.

Articolo 4

La divulgazione di notizie sulla salute della persona è ammessa nei limiti del perseguimento dell'essenzialità dell'informazione e sempre nel rispetto della sua dignità e del suo diritto alla riservatezza.

Commento

Il senso di questi articoli sono racchiusi in una frase di Karl Popper che in uno dei suoi saggi, scriveva ai giornalisti: “Se siete informatori responsabili, siete anche educatori”. Il riferimento è estendibili a tutti i professionisti della sanità che si relazionano con i pazienti e sanno che il cittadino informato correttamente è anche consapevole della sua salute.

Il rispetto per la dignità della persona inizia dalla corretta informazione.

Articolo 5

La divulgazione di notizie sulla salute della persona è ammessa nei limiti del perseguimento dell'essenzialità dell'informazione e sempre nel rispetto della sua dignità e del suo diritto alla riservatezza.

Commento

L’articolo 5 è particolarmente delicato e punta ad evidenziare il problema di trovare un equilibrio tra il diritto alla e il diritto di cronaca (considerato come corollario della libertà di espressione e di informazione, ex art.21 Cost.).

Con il Decreto del Ministro della Giustizia del 31 gennaio 2019, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 35 dell'11 febbraio 2019, le delle Regole deontologiche relative al trattamento dei dati personali nell'esercizio dell'attività giornalistica, sono state riportate nell’allegato A del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 in sostituzione del corrispondente Codice di deontologia.

Articolo 6

I professionisti della salute non citano il nome commerciale del medicinale in un contesto che possa favorirne il consumo. Qualora sia necessario, citano il nome del principio attivo e diffondono tempestivamente il nome dei medicinali ritirati o sospesi dal commercio dall’AIFA.

Commento

Il motivo è chiaro. Evitare che l’informazione possa favorire talune case farmaceutiche.

Articolo 7

I professionisti della salute promuovono la comunicazione di percorsi diagnostico terapeutici assistenziali appropriati orientando la persona all’utilizzo delle reti di cura e di supporto ufficialmente istituiti.

Commento

Oggi i paradigmi sanitari sono cambiati. Dalla medicina difensiva si è passatialla medicina d’azione.I Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali (PDTA) accompagnano i pazienti in tutto il percorso di diagnosi, cura, terapia, riabilitazione e assistenza psicologica. La Rete Oncologica è l’esempio più riconosciuto e di riferimento per le altre regioni.

Articolo 8

I professionisti della salute che partecipano ad eventi o iniziative di promozione ed educazione alla salute, devono garantire informazioni scientificamente rigorose, obiettive, trasparenti, prudenti ed evitare, anche indirettamente, qualsiasi impropria forma pubblicitaria.

I testi giornalistici devono sempre essere distinguibili dai messaggi pubblicitari attraverso chiare indicazioni.

Commento

Il concetto di prevenzione è strettamente correlato a quello di “Promozione della Salute” definita, dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, come: “il dare alle persone i mezzi per diventare più padroni della propria salute e per migliorarla. Per raggiungere uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, la persona o il gruppo deve essere in grado di definire e concretizzare le aspirazioni, di soddisfare i propri bisogni e di modificare l’ambiente, così da adattarvisi”. La promozione della salute è parte dell’Informazione e della comunicazione dei professionisti della salute che pongono attenzione alle informazioni che vengono divulgate.

Articolo 9

Il giornalista che opera all’interno dell’Ufficio Stampa fornisce la consulenza al professionista della salute sulle modalità più opportune e sugli strumenti da utilizzare per divulgare la notizia.

Il fine ultimo è garantire da un lato l’esercizio del diritto alla libertà di espressione, dall’altro quello dell’informazione alla popolazione.

Commento

L’articolo 9 e i susseguenti articoli, fino al 12, sono dedicati alla funzione giornalistica all’interno delle aziende sanitarie e all’utilizzo dei social media da parte dei professionisti della salute. La figura del giornale con le proprie competenze può essere di supporto alla altre figure professionali sull’utilizzo degli strumenti e del linguaggio più idoneo a divulgare una notizia o un testo scientifico per garantire la corretta informazione alla popolazione.

Articolo 10

I professionisti della salute che utilizzano strumenti e piattaforme on line per pubblicare contenuti e informazioni di diversa natura, devono tener conto che l’audience è potenzialmente globale e che i contenuti sono replicabili e potenzialmente virali nella loro diffusione. I professionisti della salute riconoscono l’utilità degli strumenti e delle piattaforme on line per diffondere informazioni di educazione e promozione della salute e per sviluppare campagne di sensibilizzazione, diffondere buone pratiche di assistenza e favorire le relazioni tra i professionisti.

Commento

Le notizie diprofessionisti sanzionati per il distorto utilizzo dei social media e social network ha convinto il gruppo ad inserire nella carta alcune misure di prudenza per aumentare la consapevolezza che i contenuti dei social sono replicabile e potenzialmente virali anche quando pubblicati in modo privato. Gli strumenti e le piattaforme on line sono riconosciuti come strumenti utili a diffondere messaggi di sensibilizzazione e buone pratiche.

Articolo 11

I professionisti della salute utilizzano gli strumenti e le piattaforme on line in modo responsabile e consapevole nel rispetto delle normative in materia di privacy, tutela dell’immagine e della reputazione.

Articolo 12

I professionisti della salute, nell’utilizzo degli strumenti e piattaforme on line, anche attraverso i propri profili personali, prestano particolare attenzione alle informazioni diffuse tenendo conto del rischio di veicolare informazioni e notizie non verificate e, pertanto, potenzialmente non veritiere.

Commento

I presenti articoli si ricollegano al precedente articolo e invitano i professionisti della salute ad essere responsabili e alla consapevoli nell’utilizzo dei social nell’ottica della tutela della privacy, dell’immagine e della reputazione delle persone. E’ importante che le notizie diffuse siano verificate, controllate e veicolate correttamente.

Articolo 13

Il tempo della comunicazione è tempo di cura’ e la comunicazione con il paziente deve essere gestita come presa in cura globale, dedicando attenzione a garantire un luogo riservato, un tempo sufficiente. Il linguaggio utilizzato deve essere semplice, chiaro, preciso, per favorire il dialogo col malato e con il familiare.

Commento

La comunicazione tra medico e paziente, soprattutto in un ambito delicato e complesso come quello delle patologie oncologiche, deve essere gestita come impegno terapeutico prioritario. E’ necessario che sia preparata con cura, dedicando attenzione a garantire un luogo riservato, un tempo sufficiente e un linguaggio comprensibile al malato e ai suoi familiari.

Articolo 14

La comunicazione in sanità deve essere gestita come un processo continuativo, concordato e uniforme, tra i vari professionisti e il malato/famiglia e non come una serie di singoli episodi comunicativi slegati ed eterogenei.

Articolo 15

E’ importante che la comunicazione, dalla diagnosi a tutto il percorso terapeutico e assistenziale, sia centrata sulle caratteristiche del singolo paziente e del suo nucleo familiare e tenga conto delle caratteristiche emozionali e cognitive delle persone. Le informazioni devono essere fornite appena disponibili, a partire dal sospetto diagnostico.

Commento

E’ importante che la comunicazione, dalla diagnosi a tutto l’iter terapeutico fino alla guarigione, sia centrato sul paziente come essere unico e del suo nucleo familiare e tenga conto delle caratteristiche emozionali e cognitive della persona. Il dialogo parte dall'ascolto, dalle idee che il malato si è fatto fino a quel momento rispetto alla sua situazione e deve prevedere uno spazio per rispondere alle sue domande e ai suoi dubbi.

Articolo 16

Il paziente è sempre il primo destinatario delle informazioni e delle scelte che riguardano la sua salute. Il processo comunicativo può includere i caregiver.

Commento

Per quanto il processo comunicativo include inevitabilmente i caregivers anche se è sempre il paziente il primo destinatario delle informazioni e scelte sulla sua salute e solo successivamente, su sua indicazione, potranno essere condivise le informazioni con gli accompagnatori.

Articolo 17

I professionisti della salute che hanno redatto e sottoscritto la presente Carta si impegnano a darne immediata attuazione e a verificare nel tempo la correttezza e la completezza dei contenuti individuando modalità di confronto su argomenti rilevanti per le rispettive professioni.

 

La Carta dei Valori dell’Informazione e della Comunicazione in Sanità

L’attenzione dei professionisti in sanità per la Persona nell’era dei Social Media

Torino - 21 marzo 2019 - Nella seconda giornata della Bussola dei Valori della Rete Oncologica Piemonte e Valle d’Aosta è stata firmata a Palazzo Madama La Carta dei Valori dell’Informazione e della Comunicazione in Sanità (Carta di Torino 2019).

Per la prima volta, un gruppo di professionisti che lavorano in sanità, Giornalisti, Medici e Odontoiatri, Farmacisti, Infermieri, Psicologi e Assistenti Sociali e i rappresentanti dei rispettivi Ordini professionali, con i referenti della Comunicazione e Bussola dei Valori delle Aziende Sanitarie e l’Ufficio Stampa della Regione Piemonte, si sono riuniti per esaminare il rapporto tra gli attori della sanità e la persona caratterizzato dalla necessità di una puntuale e completa informazione aderente ai principi della deontologia, della correttezza, dell’obiettività, della responsabilità e del rispetto della persona.

Il metodo per la realizzazione della Carta di Torino 2019 si inserisce nel concetto più ampio di Clinical Governance, nella parte in cui definisce “l’interazione di una molteplicità di attori che si autogovernano, influenzandosi reciprocamentein un contesto ipercomplesso e variabile”, come quello della sanità, in cui è forte la necessità di lavorare in modo integrato per riaffermare l’importanza della qualità delle informazioni nel rispetto dei diritti inviolabili della persona come la tutela della salute, la cura, la dignità e l’autodeterminazione.

Il concetto di Clinical Governance fu espresso da Donalson, nel 1998, in “A First Class Service: Quality in the new NHS” e definito come quel “Sistema attraverso il quale le organizzazioni sanitarie si rendono responsabili per il miglioramento continuo dei loro servizi e garantiscono elevati standard di performance assistenziale, assicurando le condizioni ottimali nelle quali viene favorita l’eccellenza clinica”. Fu rielaborato estensivamente dal Gruppo italiano per la Medicina basata sulle Evidenze come una “Strategia mediante la quale le organizzazioni sanitarie si rendono responsabili del miglioramento continuo della qualità dei servizi e del raggiungimento-mantenimento di elevati standard assistenziali, stimolando la creazione di un ambiente che favorisca l’eccellenza professionale”, per arrivare ad una definizione più moderna come governance socio-sanitaria, o meglio Governance dei servizi alla persona, che ricomprende nel modello di governance i servizi al cittadino, i rapporti con la persona, la tutela della dignità del paziente nel suo reinserimento nella società fino alla prevenzione e promozione dei corretti stili di vita.

Un processo culturale che richiede tempo e che si inserisce in un sistema di valori condivisi, riconosciuti e diffusi di cui, l’informazione e la comunicazione, sono elementi strategici fondamentali.

La Carta di Torino 2019,alla base della Clinical Governance, quindi, rappresenta un punto di riferimento per gli operatori a cui questi allineano i comportamenti nella consapevolezza che il miglioramento continuo può essere raggiunto solo attraverso alcuni elementi essenziali quali la responsabilità, il coinvolgimento e la partecipazione, l'etica e il valore del lavoro.

Un’azione che assomiglia di più ad un lavoro di squadra (team work) che gioca una partita nella quale tutti i componenti, affiatati, si impegnano per raggiungere l'obiettivo comune che ha per fine, attraverso una comunicazione efficace, “prendere in carico”, "curare" e "rendere consapevoli" i cittadini delle proprie possibilità di salute.

Da questa premessa è importante affermare cosa NON ci si deve aspetta dalla Carta di Torino 2019:

  • Non è un Codice Deontologico. Ogni Ordine ha un proprio codice di riferimento che resta la base di riferimento
  • Non è un Regolamento. Di regolamenti si muore! Non si è voluto appesantire la Carta di regole
  • Non è un Codice dei Doveri sanzionatorio, in quanto solo i codici deontologici rappresentano un corpus di regole di autodisciplina predeterminate dalla professione e come tali vincolanti per gli iscritti all'ordine.

Infine, non è una Carta dei Valori rivolta solo ai professionisti della Rete Oncologica. E’ di tutti. La Rete Oncologica ha dedicato il 2018 a due Valori contenuti nella sua Bussola, l’Informazione e la Comunicazione, e li ha sviluppati.
La Carta di Torino 2019 rappresenta nel panorama italiano la prima carta multiprofessionale che recepisce il punto di vista del singolo professionista nella difficoltà quotidiana di relazionarsi con gli altri, inserendo, tra le cause, il dilagare dei social media.

I 17 articoli, semplici e di largo respiro, sono il risultato di una lunga elaborazione e ri-elaborazione. All’inizio erano ben 32, corposi. Ma il gruppo, nei cinque incontri, si è concesso del tempo per riflettere, soppesare, valutare e ha restituito la sostanza dei princìpi di riferimento.

La scelta terminologica di riferirsi ai Professionisti della Salute anziché della Sanità non è stata casuale. Il termine Salute ha un rimando immediato alla definizione data dall’Organizzazione Mondiale della Sanità ed esprime la ricerca “dello stato di benessere fisico, mentale e sociale ...”

Gli articoli 1-8 fanno riferimento ai principi generali delle norme e dei codici deontologici professionali, alla responsabilità dei professionisti, ai diritti inviolabili della persona nelle sua globalità che comprende la sua interezza fisica, psichica, spirituale, sociale, culturale e di genere.

Inoltre, sono state inserite misure di prudenza,articoli 9-12, per combattere le insidie nell’utilizzo di strumenti e piattaforme on line date dal moltiplicarsi delle fonti che favoriscono la circolazione di notizie false, non verificate e non verificabili, complicando il rapporto professionista-persona. Pensate che solo nel 2017 le fake news sui temi di salute sono state circa 400 (Fonte AIOM).

A tal proposito, ci si è chiesti quale terminologia utilizzare, social media piuttosto che social network o Web 2.0, ma l’evoluzione dei sistemi on line muta in maniera talmente veloce che la scelta è ricaduta nell’utilizzo di termini più generici e omnicomprensivi: “strumenti e piattaforme on line“.

Viene restituito valore alla funzione giornalistica in Azienda. Oggi i professionisti sanitari, oggettivamente, non hanno più necessità di ricorrere all’intermediazione del giornalista per pubblicare i propri lavori: possono farlo direttamente condividendo e divulgando i propri messaggi e quelli altrui. Le misure di prudenza, senza demonizzare le nuove tecnologie, riscoprono l’importanza del giornalista come “consulente” nella funzione di supporto per gli altri professionisti nella verifica delle notizie, nella semplificazione del linguaggio, nella scelta dei canali di diffusione.

Si è sentita, infine, la necessità di puntualizzare l’importanza dell’Ascolto dell’altro e il Tempo dedicato alla persona come tempo di cura. Ci si è chiesti se questa esigenza fosse anche dei giornalisti e la risposta è stata affermativa. A volte il giornalista, durante le interviste, pone domande e riceve informazioni, ed è importante che nel suo lavoro di intervistatore tenga presente la fragilità e la sensibilità della persona che racconta la propria malattia.

Gli articoli dal 13 al 16 riguardano il rapporto con il paziente che comprende la famiglia, il caregiver e ribadisce la necessità di coordinare e uniformare la comunicazione dei sanitari verso il paziente come voce unica del processo di cura.

La Carta di Torino 2019, non ha la pretesa di essere un documento esaustivo, è il tassello di un processo culturale iniziato da tempo e che si inserisce nella governance dei servizi alla persona. Il confronto dei professionisti continuerà su argomenti rilevanti che potranno emergere in futuro.

Loredana Masseria
Coordinatrice del gruppo per il Progetto
“Carta dei Valori dell’informazione e della Comunicazione in Sanità”
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